Vulvodinia: come ridurre la paura dello speculum

La visita ginecologica per le donne che soffrono di vulvodinia è spesso un momento di ansia, soprattutto quando il professionista utilizza lo speculum. «Occorre infatti partire dall’assunto che nel quadro di una patologia così complessa come la vulvodinia, che vede una condizione di dolore cronico invalidante, anche il più piccolo stimolo tattile, come quello che può provocare una visita ginecologica attraverso l’impiego dello speculum, determina un aumento del bruciore e della sofferenza» spiega il dottor Filippo Farina, specialista in ginecologia a Ferrara.

Filippo Farina
Dott. Filippo Farina

Un problema di non poco conto se si considera il fatto che le visite ginecologiche, oltre ad essere un appuntamento periodico con la prevenzione per tutte le donne, diventano basilari in caso di vulvodinia per arrivare a una diagnosi nonché per verificare l’efficacia del piano terapeutico messo in atto.

Un approccio morbido

«Se ovviamente è buona norma procedere sempre con tutte le precauzioni possibili perché una paziente si senta a proprio agio durante la visita, lo è ancora di più nel caso in cui il professionista si rapporti con una donna che soffre di vulvodinia» continua il ginecologo.

«L’approccio iniziale va in ogni caso modulato in base all’età: qualora ci si trovi a che fare con ragazze giovani, dal momento che la vulvodinia può colpire anche in adolescenza , o con donne che non hanno avuto rapporti penetrativi, la visita risulta meno problematica dal momento che ci si può limitare all’ispezione esterna dei genitali che già di per sé può offrire alcuni dati su eventuali situazioni irritative o infettive che possono rientrare nel quadro complesso delle cause di una patologia multifattoriale come la vulvodinia».

Richiedere il consenso

Decisamente più complessa si presenta la situazione se la pazienza è in menopausa. «Spesso, infatti, alla vulvodinia si sovrappone in questa fase della vita una condizione di atrofia vulvovaginale dovuta al calo di estrogeni che impone un approccio che sia, se possibile, ancora più attento e delicato al momento della visita». In ogni caso è basilare che il medico chieda sempre il consenso prima di procedere alla visita interna e, in accordo con la paziente, decida di limitarsi esclusivamente alla valutazione visiva qualora il dolore sia così intenso da suggerire di rimandare l’ispezione interna a un momento in cui si riscontri un miglioramento delle condizioni.

Spiegare, il primo passo

Il “nemico” giurato un po’ di tutte le donne, ma di quelle che soffrono di vulvodinia in modo particolare, è lo speculum, strumento per altro indispensabile al ginecologo per un’ispezione approfondita dell’area genitale. Il primo passo? «Preparare la paziente su cosa sia lo strumento che si sta per usare spiegando la sua funzione che è quella di permettere la visualizzazione delle pareti vaginali e del collo dell’utero per diagnosticare eventuali patologie a carico di queste zone» spiega il dottor Farina.

Scegliere con cura lo speculum

«Il passaggio chiave per contenere al massimo le sensazioni dolorose durante la visita consiste nello scegliere con particolare cura lo speculum da usare» precisa l’esperto. «È opportuno optare per uno speculum di dimensioni ridotte per ridurre la pressione sui tessuti sensibili del vestibolo vulvare, meglio se in plastica in modo da evitare la contrazione muscolare riflessa che si produce al contatto con il metallo dei tradizionali speculum».

Una buona notizia: un nuovo speculum ginecologico potrebbe rivoluzionare le visite, soprattutto per le donne che soffrono di dolore intimo. Si chiama Lilium, è a forma di fiore, realizzato da due ricercatrici olandesi in gomma medicale semi-flessibile e progettato per essere meno doloroso. Nei test preliminari pazienti e medici hanno espresso una chiara preferenza rispetto al modello tradizionale: più comfort, più rispetto per il benessere della donna durante la visita, maggiore efficacia. Ci vorrà ancora del tempo prima che venga prodotto e diffuso in tutto il mondo ma è significativo che ci sia una maggiore attenzione e sensibilità verso questo aspetto.

Procedere con delicatezza

«Prima dell’utilizzo è importante che lo speculum venga lubrificato molto bene per limitarne l’attrito e facilitarne lo scorrimento» continua Farina. «L’introduzione dello strumento deve procedere con lentezza e attenzione: può essere utile mentre si esegue l’operazione cercare di distrarre il più possibile la paziente parlandole e invitandola a pensare a qualcosa di piacevole.

Importante il gesto finale a cui spesso si rischia di non porre attenzione: anche la rimozione dello speculum dopo l’ispezione dovrebbe essere fatta lentamente e con delicatezza. Ma prima ancora degli accorgimenti tecnici, che restano comunque fondamentali, è basilare creare una relazione di fiducia con la paziente entrando in una condizione di empatia che aiuta a ridurre l’ansia anche in un momento delicato come quello della visita ginecologica» conclude il ginecologo Farina.