Amitriptilina per la vulvodinia: cosa c’è da sapere

L’amitriptilina è un antidepressivo triciclico, normalmente prescritto nel trattamento di diversi disturbi della sfera psichica e neurologica che, impiegato in genere a dosaggi inferiori, può avere un effetto importante sul dolore neuropatico. «È proprio per questa sua azione che il farmaco può essere usato in caso di vulvodinia, patologia che si lega a un’ipersensibilità dei nervi della vulva» spiega la dottoressa Elisabetta Colonese, ginecologa, esperta in Terapia della Sterilità di Coppia a Milano.

Elisabetta Colonese vulvodinia
Dott.ssa Elisabetta Colonese

«L’amitriptilina agisce infatti modulando i segnali del dolore nel sistema nervoso, riducendo l’iperattività delle fibre nervose vulvari, abbassando la percezione del dolore, che spesso si presenta anche durante i rapporti penetrativi, e migliorando il bruciore in modo che le donne che soffrono di vulvodinia possano ritrovare una condizione di vita più serena». Ci sono comunque alcuni punti fermi da conoscere per quanto riguarda l’impiego di questo farmaco nel trattamento della vulvodinia.

Quando può essere utile

«L’amitriptilina è considerata uno dei farmaci più utilizzati nei centri specializzati nel dolore vulvare» continua la ginecologa. «Viene prescritta nel caso in cui vengano diagnosticate una vulvodinia generalizzata, una vestibolodinia provocata o si riscontri dolore vulvare associato a ipertono del pavimento pelvico. In ogni caso resta fondamentale un’anamnesi scrupolosa prima della prescrizione. «Occorre valutare se il dolore vulvare dura da almeno tre mesi, se non sono presenti infezioni o patologie dermatologiche attive» continua la ginecologa.

«Nel corso della visita è importante che il professionista valuti anche se il dolore ha caratteristiche neuropatiche, si presenta cioè con bruciore, scosse, ipersensibilità al tocco, a questo serve ad esempio lo swab test, e se gli eventuali trattamenti locali prescritti non si siano dimostrati sufficienti alla riduzione della sintomatologia; prima di iniziare la terapia con l’amitriptilina, in sostanza, è imprescindibile una valutazione clinica completa, per escludere altre cause di dolore vulvare». Un’ulteriore conferma di quanto il consulto e la visita rappresentino un momento chiave nella diagnosi e nel trattamento di una patologia complessa come la vulvodinia.

Prescrizione e dosaggi

Trattandosi di un farmaco, la prescrizione dell’amitriptilina può essere fatta solo da un medico. «Può essere un ginecologo che abbia una buona conoscenza della patologia, ma anche un neurologo, uno specialista in terapia del dolore e il medico di base su indicazione specialistica» prosegue la dottoressa Colonese. Gli antidepressivi vengono prescritti per il trattamento della vulvodinia in linea di massima in dosi più basse rispetto a quelle utilizzate per la depressione.

«In genere si parte con dosaggi bassi, 5-10 mg, da assumere la sera per poi salire gradualmente fino ad arrivare a 20-50 mg, qualora lo si ritenga necessario» precisa la ginecologa. Va comunque sempre tenuto presente che l’amitriptilina è un farmaco e come tale va sempre assunto sotto controllo medico: l’aumento o la diminuzione delle dosi giornaliere sono esclusiva competenza dello specialista, bandendo drasticamente il fai-da-te.

Risultati ed effetti collaterali

«I primi miglioramenti nella sintomatologia dolorosa si notano dopo 2–4 settimane di assunzione regolare del farmaco ma gli effetti pieni si hanno solo dopo 6-8 settimane» precisa la dottoressa Colonese. Come per qualsiasi altro farmaco, anche nel caso dell’amitriptilina vanno presi in considerazione i possibili effetti collaterali. «I più frequenti sono sonnolenza, bocca secca, stipsi e aumento dell’appetito: vanno segnalati tempestivamente allo specialista in modo che possa procedere alle opportune valutazioni» conclude la ginecologa.

Le terapie che si possono associare all’amitriptilina

La complessità della malattia nel caso della vulvodinia, legata alla multifattorialità delle cause, comporta che il trattamento si articoli spesso su fronti diversi che spaziano dalle terapie di tipo fisico agli interventi di psicoterapia, dall’impiego di prodotti topici al ricorso a diverse categorie di farmaci. «La prescrizione dell’amitriptilina non esclude quindi il ricorso alla fisioterapia del pavimento pelvico che, al contrario, risulta di grande vantaggio nel momento in cui la vulvodinia si associa a una condizione di ipertono muscolare, ovvero alla contrazione costante dei muscoli che compongono il pavimento pelvico» precisa la dottoressa Colonese. «Possono essere prescritti insieme all’amitriptilina anche creme per uso topico e altri farmaci specifici per il dolore neuropatico come il gabapentin».