Neuroginecologia. Un termine che pochi ancora conoscono ma destinato di sicuro a conquistare presto un posto di primo piano nel vocabolario della medicina di genere. Perché si tratta di una nuova disciplina che apre una porta alla speranza per tante donne che soffrono di un dolore cronico nell’area genitale e pelvica. Ci sono infatti patologie al femminile particolarmente complesse, nelle cause come nelle manifestazioni, che risultano ancora da oggi difficili in primis da diagnosticare e poi da trattare.
È proprio guardando a queste condizioni delicate che hanno un impatto spesso devastante sulla vita delle donne, partendo dalla vulvodinia e dall’endometriosi severa, passando per il dolore pelvico cronico e la neuropatia del pudendo per arrivare all’infertilità, che è nata la neuroginecologia che si propone di approcciarle da una prospettiva inedita, che mette in relazione diverse discipline per affrontare e risolvere una sofferenza che ancora troppo spesso resta senza risposta, persino senza nome.
La nascita di un approccio diverso

Il nuovo progetto si lega al dottor Marcello Ceccaroni, direttore della Ginecologia e Ostetricia dell’IRCCS Sacro Cuore Don Calabria di Negrar. Già presidente della International School of Surgical Anatomy (ISSA) e uno tra i maggiori esperti di chirurgia laparoscopica, Ceccaroni, proprio per esplorare le potenzialità della nuova disciplina, ha fondato l’International Society of Neuro-Gynecology & Nerve Sparing Surgery (ISNG).
Il “battesimo” della nuova branca medica che esplora il legame profondo tra ginecologia e neuroscienze è avvenuto nel corso del 54° Congresso dell’American Association of Gynecologic Laparoscopists, la più importante società scientifica di chirurgia ginecologica mini-invasiva, tenutosi a Vancouver lo scorso novembre, durante il quale il dottor Ceccaroni è stato insignito dell’onorificenza di “Original Innovator” per le sue idee che, considerate un tempo innovative, oggi sono divenute uno standard di trattamento.
Da Leonardo ai giorni nostri
Ma cosa si tratta nello specifico? «La neuroginecologia» afferma il dottor Ceccaroni «rappresenta un ponte che unisce anatomia, neuroscienze e innovazione chirurgica. È una branca scientifica che, connettendo diversi campi di ricerca, si propone di interpretare e analizzare tutti quei delicati meccanismi che sono alla base del dolore, in particolare quello cronico, passando per lo studio dei fenomeni biologici, genetici e immunologici collegati alla neuroinfiammazione e all’infertilità».
Una branca “neonata”, certo, ma che affonda le radici nell’eredità di un grandissimo scienziato come Leonardo Da Vinci, primo a disegnare con precisione il sistema nervoso periferico. «La neuroginecologia si propone quindi come la ‘scienza che connette i nervi’, portando la medicina femminile dai precisi studi anatomici di Da Vinci fino alle frontiere della neuroscienza e della biotecnologia» aggiunge Ceccaroni.
Un passo avanti per tutte le donne
L’avvento della neuroginecologia rappresenta sicuramente una rivoluzione per tutte le donne che vogliono capire meglio come funzioni il proprio corpo ma in modo particolare per quelle che spesso da anni si trovano a convivere con un dolore che incide fortemente sulla qualità della vita.
Prendere in considerazione non più solo la sfera ginecologica ma estendere lo sguardo all’intero sistema nervoso, approfondire l’interazione tra i nervi e l’apparato riproduttivo femminile apre alla possibilità concreta di arrivare ad identificare prima e con precisione le cause del dolore e individuare una strada di trattamento che non solo attenui ma anche risolva la patologia. Di certo un passo avanti nella medicina di genere con ricadute significative sulla qualità delle cure riservata a patologie complesse che colpiscono l’universo femminile.
Neuroginecologia: cura ma anche prevenzione
Questo è già il presente ma il futuro della neuroginecologia vede anche altri obiettivi da raggiungere. «Tra questi anche la messa a punto di nuove tecniche chirurgiche che mirano a preservare le fibre nervose e le funzioni pelviche dopo chirurgie molto invasive per tumori ginecologici e per malattie infiltrative come l’endometriosi pelvica severa» continua Ceccaroni.
«Un ulteriore campo di indagine e di ricerca dalla ISNG riguarderà lo studio e lo sviluppo di nuovi fattori di neurorigenerazione e di nuove strutture biosintetiche per il supporto e la rigenerazione di fibre nervose danneggiate dalle patologie infiltrative o in seguito a interventi chirurgici radicali». Con uno sguardo che non perde mai vista la cura, quindi, ma che si rivolge anche alla prevenzione in modo che sia possibile, in un tempo si auspica vicino, individuare le cause neurologiche del dolore pelvico così da tamponarlo prima ancora che possa presentarsi nella sua drammatica invadenza.