Vulvodinia, idrodissezione: una nuova terapia?

Per agire in modo specifico sulla componente neuropatica della vulvodinia, un recente studio taiwanese ha testato l’efficacia di una metodica, l’idrodissezione, già conosciuta e utilizzata in diversi ambiti medici. Lo scopo era cercare di alleviare il dolore vulvare in modo sicuro, mini invasivo e con benefici di lunga durata. Questo a conferma che la ricerca per trovare nuove soluzioni terapeutiche al dolore intimo da inserire in protocolli multidisciplinari è sempre più attiva.

Cos’è l’idrodissezione

L’idrodissezione è una tecnica medica che consiste nell’iniezione di un fluido, come una soluzione fisiologica, talvolta combinata con altre sostanze come anestetici locali o corticosteroidi, per “separare“ delicatamente strati di tessuto adesi, o liberare strutture nervose o vascolari compresse, che provocano dolore.

Il trattamento è semplice e generalmente ben tollerato: il medico, dopo aver individuato tramite un’ecografia i nervi interessati, inietta la soluzione che va a “separare“ il nervo dai tessuti connettivi adesi, liberandolo dalla compressione responsabile del dolore e riducendone al contempo l’infiammazione e l’iperattività. Si tratta di una tecnica già utilizzata in diverse branche della medicina, dall’oftalmologia alla chirurgia, considerata sicura, che non necessita di tempi di recupero (avviene in regime ambulatoriale) e senza effetti collaterali (può provocare solo un lieve pizzicore al momento dell’iniezione).

L’idrodissezione applicata alla vulvodinia

In anni recenti, l’idrodissezione nervosa a base di acqua destrosata al 5% (una soluzione di acqua e zucchero) è stata studiata per il trattamento di diverse patologie neurologiche come la sindrome del tunnel carpale e la sciatica.

Lo studio, condotto a ottobre 2024 al Dipartimento di ostetricia e ginecologia dell’Ospedale universitario di medicina Chung Shan e al Dipartimento di medicina Fisica e riabilitazione del Nuovo ospedale Taiping Cheng Ching di Taiwan (Asia orientale), è partito dal presupposto che la vulvodinia è spesso associata a un’anomala attività di alcuni nervi, come il nervo pudendo e che, quindi, sia necessario intervenire in modo specifico anche sul fronte neuropatico, per alleviare il dolore e i sintomi associati. Ha quindi voluto testare l’efficacia di una soluzione di acqua destrosata al 5% e lidocaina, un anestetico locale, come trattamento per la vulvodinia con componente neuropatica.

Lo studio ha coinvolto 49 donne con un’età media di 47 anni, che riportavano sintomi di vulvodinia, tra cui dolore, dispareunia (dolore sessuale) e disfunzione sessuale, persistenti da oltre tre mesi. La maggior parte presentava dolore in diversi punti (in media due o tre), tra cui, più frequentemente, a livello dell’anello imenale (nel 51% circa dei casi), nei solchi parauretrali bilaterali (piccole fessure sui lati del canale dell’uretra, nel 30% circa dei casi) e nell’area attorno alla cicatrice post-parto (28% circa).

A ciascuna donna è stato somministrato il trattamento, consistente in un’iniezione sottomucosa di acqua destrosata al 5% e lidocaina, in regime ambulatoriale. Il livello di dolore è stato auto-valutato dalle partecipanti utilizzando una scala specifica, sia prima del trattamento che dopo ogni sessione.

I risultati

I risultati del lavoro sono stati incoraggianti: il punteggio medio del dolore è diminuito drasticamente e il miglioramento è stato mantenuto per un periodo significativo, da tre a sei mesi. Non sono stati riportati eventi avversi gravi in nessuna delle partecipanti, né durante né dopo il trattamento.

Gli scienziati suggeriscono dunque che l’idrodissezione sottomucosa mirata con acqua destrosata al 5% e lidocaina può rappresentare una modalità di trattamento interessante per la vulvodinia, offrendo un sollievo dal dolore significativo e sostenuto nel tempo. Concludono tuttavia che il trattamento di una patologia così complessa resta multilivello e che sono necessari ulteriori studi di conferma. Questo lavoro infatti non specifica, per esempio, il numero di sedute di idrodissezione necessarie per ridurre il dolore vulvare, ma ha proposto alle partecipanti dei piani di trattamento individualizzati, basati sulla gravità e sulla persistenza dei loro sintomi.